LA CRONOLOGIA DELL’ACQUA di Kristen Stewart
proiezioni
Venerdì 10 luglio, ore 21:00
Sabato 11 luglio, ore 14:30
Domenica 12 luglio, ore 16:00 e Ore 18:30
Lunedì 13 luglio, ore 21:00
Martedì 14 luglio, ore 18:30
dati tecnici
Scrittura e Regia: Kristen Stewart
Direzione della fotografia: Corey C. Waters
Scenografia: Jennifer Dunlap
Montaggio: Olivia Neergaard-Holm
Costumi: Liene Dobraja
Musiche: Paris Hurley
Produttori: Scott Free (Michael Pruss, Rebecca Feuer), CG Cinema International (Charles Gillibert), Forma Pro Films (Yulia Zayceva, Max Pavlov, Svetlana Punte, Igor Pronin, Svetlana Ivannikova, Kristina Martinuka), Nevermind Pictures (Kristen Stewart, Dylan Meyer, Maggie McLean), Andy Mingo
Distribuzione Italia: Wanted Cinema
SINOSSI
Cresciuta in un ambiente devastato dalla violenza e dall’alcol, Lidia Yuknavitch sembrava destinata all’autodistruzione e al fallimento, finché le parole non le offrirono un’inaspettata forma di libertà attraverso la letteratura. La Cronologia dell’Acqua, adattamento del bestseller autobiografico di Yuknavitch, segue il percorso di Lidia alla ricerca della propria voce, in un’esplorazione di come il trauma possa trasformarsi in arte attraverso la riappropriazione delle nostre storie più dolorose e sanguinanti, in particolare di quelle vissute in modo unico dai corpi delle donne e delle ragazze.
DICHIARAZIONE DELLA REGISTA
Ho letto per la prima volta La Cronologia dell’Acqua di Lidia Yuknavitch sul mio Kindle nel 2017 e, fin dalla prima pagina, ho sentito un brivido: questo viaggio frastagliato e non lineare attraverso trauma e memoria era diverso da qualsiasi cosa avessi mai letto. Dopo 40 pagine ho avuto una reazione così fisica che ho chiuso il libro, preso il telefono e detto al mio team: “Ho bisogno di parlare con la persona che ha scritto questo.”
Ciò che mi ha attratta è stata la sua frammentazione: Yuknavitch non ti offre una narrazione ordinata, ma ti consegna invece i pezzi di una vita in frantumi, costringendoti a ricomporli da solo. Quell’atto di ricostruzione, osservare una storia spezzarsi e poi scegliere di ricucirla insieme, è diventato il cuore pulsante del motivo per cui sapevo che questo doveva essere il mio primo film.
Amo Lidia e, in un certo senso, per me è quasi sacra. Questo libro è diventato un testo sacro dall’oggi al domani. Esistono voci che ti aiutano a trovare la tua. L’arte dovrebbe portare alla molteplicità, e questa in particolare parlava di prospettiva e del corpo in un modo così personale e fisico. È stato davvero un viaggio “scegli la tua avventura”.
Nel corso di otto anni ho scritto e riscritto. Ho riscritto questo testo fino allo sfinimento, creando 500 versioni e scolpendo una sceneggiatura che potesse essere effimera e neurologica quanto la memoria stessa. Gli anni trascorsi sottoposta ai processi creativi altrui mi hanno spinta a chiedermi: “Perché facciamo le cose in questo modo? Possiamo fare diversamente?”
Nel suo nucleo più profondo, La Cronologia dell’Acqua è un invito: a guardare in faccia la bruttezza, a stare dentro la vergogna e a uscirne sapendo che il tuo corpo e la tua storia appartengono a te. È un invito a smettere di nascondersi.
L’esperienza femminile è un enorme segreto. Ci viene insegnato fin dalla nascita a tenere quasi tutto per noi stesse. Raccontare segreti è divertente. Volevo che questo film sembrasse un gioco di “patata bollente”. Troppo caldo per essere toccato.
Volevo un film che pulsasse di immediatezza, con tagli rapidi, suono immersivo e un ritmo viscerale che riflettesse il modo in cui la memoria funziona davvero, e che ricordasse a ogni persona in sala che la propria narrazione può essere riscritta.
La mia speranza è che il pubblico esca comprendendo che riappropriarsi della propria voce, attraverso la scrittura, attraverso l’arte o semplicemente raccontando la propria storia, sia un atto di potere radicale.







