NAZA, di Yuval Abraham e Rachel Szor
PROIEZIONI
Giovedì 1° ottobre Ore 19:00 e ore 21:00
Venerdì 2 ottobre Ore 21:00
Sabato 3 ottobre Ore 19:00 e Ore 21:00
Domenica 4 ottobre Ore 15:30 e Ore 17:00
dati tecnici
Titolo: NAZA
Regia: Yuval Abraham e Rachel Szor
Produttore esecutivo: Jonathan Glazer
Produzione: Regno Unito, 2026, durata 80 minuti (con il coinvolgimento di The Guardian Documentaries)
Premi: Premio Speciale della Giuria all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2026)
Distribuzione italiana: I Wonder Pictures
Sinossi
Il documentario svela i meccanismi della sterminazione di massa pianificata da Israele contro i civili palestinesi a Gaza.
Le rivelazioni emergono attraverso conversazioni notturne segrete sui tetti di Tel Aviv con i progettisti e realizzatori di tali sistemi.
Note e Obiettivi dei Regististi
Il film analizza un sistema di violenza sistematica, ordini e politiche accettate, e non singoli crimini di guerra isolati.
L'intenzionalità del genocidio viene dimostrata attraverso le regole, gli obiettivi e i rischi dei sistemi militari stessi.
La scelta stilistica di ambientare le interviste di notte sui tetti di Tel Aviv riflette l'oscurità del periodo e favorisce l'onestà delle confessioni.
I soldati utilizzano diagrammi disegnati a mano per illustrare le applicazioni hi-tech, evidenziando la riduzione delle vittime a statistiche o "danni collaterali".
Le Fonti e il Contesto Investigativo
Il film raccoglie le testimonianze anonime di 24 ufficiali e soldati dei servizi segreti militari israeliani, con identità e voci alterate digitalmente per proteggerli da ritorsioni.
Il progetto si fonda su inchieste reali condotte negli anni da Yuval Abraham e Harry Davies (The Guardian) in collaborazione con +972 Magazine e Local Call, riguardanti l'uso dell'intelligenza artificiale (es. sistemi come Lavender) e di strumenti cloud per la sorveglianza di massa e l'individuazione dei bersagli a Gaza.
Significato del Titolo
"NAZA" deriva dall'acronimo ebraico Nezek Agavi ("danno collaterale"), utilizzato eufemisticamente per indicare le morti previste di civili, trasformando il massacro in una conseguenza calcolata e giustificata tramite l'uso di big data e intelligenza artificiale.








